Cucina per Maschi Alfa

Disimpara tutto quello che sai sulla cucina, perché questa è tutta un’altra storia: niente D.O.C., D.O.C.G., D.O.P., questa è S.W.A.T. cuisine.

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L’insalata del vecchio marinaio

Se c’è una cosa che noi italiani sappiamo fare bene in cucina – sesso acrobatico sull’impasto dei ravioli escluso – sono le insalate di mare. Eppure, ho sempre pensato che quelle nostrane sappiano un po’ troppo di Mediterraneo, di scoglio. Inoltre, noi di SWAT Cuisine, non lo nascondiamo, apprezziamo i sapori esotici, in particolare quelli britannici, nord europei e scandinavi. Ecco quindi un modo nuovo per reinventare le vostre insalate di mare in chiave nordica, per portare in casa vostra tutta la delicata fragranza del circolo polare artico.

Cosa vi serve:

–          Salmone (un trancio a persona)

–          Finocchi (uno a persona)

–          Aneto (una manciata)

–          Patate, io ho scelto quelle piccoline (quattro a persona), ma vanno bene anche quelle grandi (una a persona, più una per l’insalatiera)

–          Radicchio o lattuga iceberg o entrambe (a volontà)

–          Aglio (due spicchi)

–          Olio d’oliva

–          Sale grosso (una manciata)

–          Sale fino

–          Pepe

–          Un limone

–          Una radice di zenzero bella cicciona

–          Rosmarino

–          Salsa Tzatziki oppure due tazzine da caffè di yogurt mescolate al succo di un altro mezzo limone

 

Passo uno, prepara il brodo

Dividi i finocchi in due parti: le teste e il corpo. Prendi il corpo e mettilo da parte. Prendi le teste e tagliale grossolanamente in pezzi grossi due-tre centimetri. Butta i pezzettini in una pentola fonda, poi prendi l’aglio, liberalo dalla buccia e schiaccialo con il coltello piatto. Butta gli spicchi d’aglio schiacciati nella pentola. Dividi in due la radice di zenzero, pela entrambe le porzioni e mettine da parte una. L’altra andrà tagliata a rondelle spesse qualche millimetro e andrà gettata nella pentola. Prendi una patatina a testa (per quelle piccole) o una sola grande e aggiungila al contenuto della pentola.Trita l’aneto e il rosmarino e aggiungilo al resto della roba. Infine versa dell’acqua (sì lo so, non l’ho messa tra gli ingredienti, ma checcazzo, non hai un rubinetto in casa? Smettila di frignare) fino a coprire la verdura e fai bollire.

 

 

Passo due, cuoci il salmone

Prendi i tranci di salmone con ancora la pelle e piazzalo nella pentola sopra le verdure appena l’acqua comincia a bollire. Taglia in due il limone, grattugia sopra il salmone la scorza fino a ricoprire tutta la superficie dei tranci e poi spremi i due mezzi limoni dentro la pentola, meglio, direttamente sopra i tranci. Poi grattugia nella pentola tutta l’altra metà dello zenzero fresco. Aggiungi il sale grosso, un po’ sul salmone e un po’ nel brodo.

 

Passo terzo, prepara il resto dell’insalata

Ti ricordi i corpi dei finocchi che avevi messo da parte? No? Vai da un neurologo. Si? Bravo, non stare lì con le mani in mano, la cucina è, per il 60% gestione intelligente del tempo. Per cui, mentre il pesce cuoce, afferra quei fottuti finocchi e tagliali in fettine sottili in senso trasversale. Taglia a fettine anche le patate e butta patate e finocchi nella stessa insalatiera. Aggiungi l’insalata e il radicchio e ancora un po’ di aneto tritato. Condisci con olio d’oliva, sale e pepe. Infine aggiungi la salsa Tzatziki o lo yogurt amalgamato con il succo di limone e un pizzico di sale.

Passo quarto, componi il piatto

Quando il pesce sarà cotto – lo capirai dal colore rosa scuro in superficie e rosa chiaro all’interno e il brodino sarà quasi completamente asciugato – toglilo dalla pentola, separalo dalla pelle, disfalo delicatamente in pezzi grossi e disponilo all’interno dell’insalata, dopo averlo fatto raffreddare un po’. Aggiungi un pizzico di sale e un pizzico di pepe e gustalo.

La verdura che avrai bollito insieme al pesce non buttarla, ti servirà per altre ricette.

 

Bevanda consigliata: Birra nordica oppure rum, se sei un vero marinaio

Back to the flavour

 

 

Salta sulla mia DeLorean, baby, che ti porto nel 1955! E’ così che potreste convincere una donna a uscire con voi il prossimo fine settimana. Ok, magari una DeLorean che viaggia nel tempo non ce l’avete, ma almeno la potreste stupire portandola a cena al Milwakee di Varedo (Milano).  Il locale è un fastfood di livello superiore, sulla statale Milano-Meda (l’uscita da prendere è quella per l’area industriale di Varedo), dove si mangiano ottime specialità della cucina americana. La cosa interessante, però, è l’estetica del locale, ispirata ad American Graffiti o alle migliori puntate di Happy Days, ma senza Potsy e Ralph Malph a rompervi le palle. Tutto è in stile american diner anni ‘50: bancone del bar, sgabelli, divanetti e poltroncine, juke boxe, flipper. Non manca proprio nulla. La frequentazione è decisamente in tema: rockabilly, ragazze in abiti vintage, go-godancerpinupswannabees, regine del burlesque, ecc. … molto scenografico, insomma.

Ma veniamo al sodo: la cucina. Ottimi i piatti a base di hamburger, ottima e ricca la selezione in menu, carne di buona scelta (per i vegetariani c’è il veggie burger), grande varietà di appetizers e contorni, dolci da sturbo e, soprattutto, i favolosi milkshake.  Non solo: tra i piatti più elaborati, da provare, la doppia bistecca di squalo e il chili. Il mio preferito? Il mushrooms burger, ma ottimi anche il bbq burger e – dicono – i piatti a base di bacon. Ultimo tassello del puzzle: il prezzo. Ovviamente non pensate di poter mangiare roba americana di qualità e di pagare come un normale mcmenu! Qui si viaggia sui 14-18 euro a testa (10 in pausa pranzo), ma ne vale decisamente la pena. In più nel week end, dopo le 23, si paga un sovrapprezzo, ma, in cambio, si può assistere a gare di ballo country con belle mandriane in stivali e gonne a quadri, spettacoli di burlesque (niente male), balli acrobatici e concerti di gruppi rockabilly da mezza Europa. Vale la pena di rispolverare un vecchio cardigan e un giubbotto varsity, di farsi la riga da un lato e imboccare la Milano-Meda. Oppure, comprarsi una DeLorean del tempo, magari una a chilometri zero.

 

Survivor panzer meatpie

Immaginate carne, patate e whiskey, probabilmente la cena definitiva per ogni amante della cucina anglo-irlandese. Ecco, ora immaginate di infilare questa perfetta cena anglo-irlandese all’interno di una corazza di pasta sfoglia ripiena di formaggio. Gentlemen, questa è la survivor panzer meatpie, un’apoteosi di sapore maschio e deciso, per le tue domeniche post-sbornia da guinness.

Ingredienti: carne macinata di manzo di ottima qualità (ti ricordo che il maschio alfa non va al supermarket, va a servirsi dal macellaio), un pugno (di carne) per ogni commensale, più uno per il forno.

  • Patate, una per commensale
  • Una bottiglia di whiskey sgrauso (non comprare roba costosa, perché non serve a nulla  e sarebbe uno spreco, il whiskey buono te lo bevi la sera con gli amici)
  • Una carota, una cipolla bianca e un sedano
  • Una tazza grande di farina 00
  • Due strati di pastasfoglia
  • Il tuo formaggio preferito a cubetti
  • Un rosso d’uovo
  • Tabasco
  • Miele

 

 

Passo primo, fai il soffritto – Sì, perché carne buona necessita di un buon soffritto: trita a filo di lama cipolla, carota e sedano, poi, butta tutto in una pentola profonda e ampia, dove hai scaldato tre cucchiai di olio d’oliva (dirai: “ma non era negli ingredienti!”…beh, se non hai dell’olio in casa, cazzo, ti mancano proprio le basi, torna a giocare con il Dolceforno della Hasbro). Quando il trito è morbido e colorito, abbassa la fiamma al minimo.

 

 

 Passo secondo, cuoci la carne. Quando il soffritto è pronto – occhio a non farlo bruciare – buttaci dentro la carne. Mescola delicatamente con un cucchiaio e, quando è scura ovunque, svuotaci 3-4 di bottiglia di whiskey. Quando l’alcol è evaporato, ma la carne è ancora completamente immersa  nel liquido, versaci dentro due cucchiai di miele. Copri con un coperchio e fai cuocere per un’ora e mezza, controllando di tanto in tanto che il tutto non si asciughi. Se noti che si sta asciugando, aggiungi acqua calda. Nel frattempo, fai bollire le patate, falle a pezzi grandi come un dado da gioco e aggiungile alla carne quando saranno passati i ¾ della cottura della stessa.  Al termine dell’ora e mezza, aggiusta di sale e pepe. QB? QB, un cazzo, assaggiala, che fai prima.

Passo terzo, prepara la corazza. Ungi una teglia da forno con del burro e adagiaci dentro il primo strato di pasta sfoglia, dandole una forma a cestino. Quando la carne con le patate sarà cotta, lasciala raffreddare 5 minuti e poi versala dentro al cestino di pastasfoglia. Poi ricopri il tutto con i cubetti di formaggio e chiudi il cestino con l’altro strato di pastasfoglia. Opera 4 tagli sulla superficie superiore e spennella tutto con il rosso dell’uovo.

 

Passo quarto, inforna. Tutto dentro al forno a 180° finche l’uovo non ha dato un aspetto dorato alla superficie.

Passo quinto, tagliala, servila e gustala

Maccheroni cacio e pepe

Piatto semplice semplice della tradizione romana. Semplice, sì, ma con il trucco.

Ingredienti:

Maccheroni: una manciata a commensale, più una per la pentola

Pecorino romano grattugiato, compralo al pezzo e poi grattugialo, gonfia i bicipiti – una manciata e mezza a commensale, più una e mezza per la pentola.

Grana grattugiato, mezza manciata a commensale, più una, indovina? …per la pentola.

Pepe nero: tutto quello che riesci a trovare

Preparazione: fai bollire l’acqua, gettaci la pasta e aggiungi il sale. Quando percepisci che manca uno o due minuti al termine della cottura (se non sei sveglio, leggi sulla confezione della pasta i minuti di cottura e sottrai uno o due minuti…beh, se non sei un genio della matematica, assaggia la pasta e quando è ancora leggermente dura) comincia a togliere con un mestolo dell’acqua, fino a quando non arriverà a coprire la pasta solo per un terzo.

A questo punto, conta fino a 30 e, senza scolare la pasta, buttaci dentro tutto il pecorino e tutto il grana e comincia a mescolare con energia. Aggiungi tutto il pepe e continua a girare spegnendo il fuoco. Il formaggio, fondendosi alla poca acqua rimasta, avrà creato una cremina filante e grumosa, molto pepata. Una delizia. Servila con un po’ di grana grattugiato e un filo d’olio. E non rivelare mai a nessuno il trucco dell’acqua…

Petto di pollo alla crema di gorgonzola e noci

Ingredienti (per sei persone o 3 persone reduci da naufragio)

  • 1000g di petto di pollo
  • 200 g. di gorgonzola dolce
  • 300 g. di noci sgusciate
  • un bicchiere di vino bianco
  • poca farina
  • olio extravergine di oliva, burro, sale e pepe

Preparazione
Lava il petto di pollo, taglialo in piccoli pezzi e infarinalo leggermente.

In una padella grande (la carne dovrà essere riposta tutta in un solo strato) fai scaldare l’olio e il burro, aggiungi i petti di pollo infarinati, sala, pepa e fai rosolare piano.

Versa un bicchiere di vino bianco e prosegui la cottura, con coperchio, per circa 15 minuti.

Quando il pollo è cotto, toglilo dalla padella e tienilo al caldo.

Aggiungi al fondo di cottura il gorgonzola tagliato a pezzettoni e fallo sciogliere su fuoco bassissimo. Se il fondo si addensa troppo, diluiscilo con un po’ di latte o vino bianco.

Versa la crema sui bocconcini di pollo, aggiungi le noci e amalgama bene il tutto.

Cooking Strong

Se sei arrivato qui, è perché ti piace la buona cucina. Ma attenzione, qui non troverai nouvelle cuisine o gastronomia della tradizione. Questo non è il posto per gourmet raffinati o degustatori/assaggiatori occasionali. Niente inutili blah blah blah su alimenti ricercati, ricette storiche, vini sofisticati; niente noiose recensioni di osterie, enoteche, agriturismi. Qui si bada al sodo. “Meno chiacchiere e più azione”, diceva Elvis, ebbene, questo è S.W.A.T. Cuisine, un concentrato di azione culinaria pura e semplice per maschi alfa, ovvero, per chi non ha tempo da sprecare in stupidi sproloqui e vuole raggiungere, in poche e semplici mosse tattiche, l’obiettivo finale: il completo appagamento gastronomico proprio e dei commensali. Le armi e le strategie te le forniremo noi. Tu avrai bisogno soltanto di un po’ tempo, materie prime scelte e un po’ di attitudine. Qui non troverai ricette, qui troverai istruzioni. Segui alla lettera queste istruzioni e non mancherai l’obiettivo. Un solo consiglio: disimpara tutto quello che sai sulla cucina, perché questa è tutta un’altra storia: niente D.O.C., D.O.C.G., D.O.P., questa è S.W.A.T. cuisine.

Ah, dimenticavo: ti stavi chiedendo che cos’è un maschio alfa? Allora forse sei nel posto sbagliato.